In questo articolo cercheremo di capire cosa si intende per tasso Euribor, in che cosa consiste la vicenda relativa alla sua manipolazione, come si è espressa la Cassazione sul tema, quali sono state le decisioni immediatamente successive delle Corti territoriali e se esiste al marzo del 2024 la possibilità di recuperare somme.
Cos’è l’Euribor
L’Euribor rappresenta il tasso di riferimento interbancario stabilito quotidianamente dall’European Money Markets Institute. Esso riflette la media dei tassi d’interesse proposti dalle principali istituzioni bancarie attive nel mercato monetario dell’euro, sia all’interno dell’eurozona che a livello internazionale, per i depositi interbancari a termine denominati in euro.
Lo stesso Euribor viene largamente utilizzato come riferimento per i mutui a tasso variabile stipulati da consumatori e imprese nell’area Euro.
Il processo di calcolo dell’Euribor è abbastanza intuitivo: consiste nella semplice media dei tassi offerti da alcune banche campione, escludendo il 15% dei tassi più alti e il 15% dei tassi più bassi, e arrotondando il risultato a tre decimali.
Non tutte le banche concorrono, o hanno concorso, al calcolo dell’Euribor: solo alcune tra esse forniscono o hanno fornito i dati sulla base dei quali il tasso viene calcolato.
Cosa si intende per manipolazione del tasso Euribor
Un’indagine della Commissione Europea ha rivelato fin dal 2013 l’esistenza di un cartello, attivo tra settembre 2005 e maggio 2008, che ha coinvolto un totale di sette banche (Barclays, Crédit Agricole, HSBC, JPMorgan Chase, Deutsche Bank, RBS e Société Générale) e ha interessato l’intera Area Economica Europea (EEA).
La Commissione ha stabilito che I trader delle banche coinvolte erano in contatto regolare attraverso chat-room aziendali o servizi di messaggistica istantanea. L’obiettivo dei trader era alterare il normale corso dei componenti di prezzo per i derivati dei tassi di interesse in euro. Facevano ciò comunicandosi le rispettive proposte o intenzioni di sottomissione dell’Euribor e scambiando informazioni sensibili.
L’ordinanza della Corte di Cassazione del dicembre 2023 e le speranze dei clienti
Con ordinanza n. 34889 del 13.12.2023 la Corte di Cassazione si è pronunciata a favore della nullità del tasso del finanziamento definito sulla base dell’Euribor oggetto di manipolazione.
In particolare, secondo la Cassazione, va dichiarata la nullità del tasso applicatonel contratto di leasing che sia stato determinato facendo riferimento al tasso Euribor fissato attraverso un accordo manipolativo della concorrenza da un certo numero di istituti bancari.
La Cassazione ha ritenuto che la decisione della Commissione Europea sull’argomento debba ritenersi prova privilegiata dell’accordo manipolativo della concorrenza, posto a supporto della domanda di declaratoria di nullità deitassi “manipolati” e di rideterminazione degli interessi nel periodo coinvolto dalla manipolazione.
Il valore di prova privilegiata, inoltre, continua la Cassazione, prescinde dal fatto che all’intesa illecita abbia o meno partecipato la banca finanziatrice, giacché, oggetto del divieto deve ritenersi qualunque contrattoo negozio a valle che costituisca applicazione delle intese illecite concluse a monte.
Questa pronuncia ha alimentato le speranze di molti consumatori, che hanno meditato sull’intraprendere iniziative volte al recupero, anche parziale, di quanto pagato a seguito della sottoscrizione di mutui a tasso variabile indicizzati Euribor nel periodo tra settembre 2005 e maggio 2008.
Le decisioni delle Corti territoriali
Il Tribunale di Torino si è espresso sullo stesso tema il 29 gennaio 2024. In contrasto con l’orientamento della Cassazione, il Tribunale ha respinto una richiesta di annullamento del mutuo basata sulla manipolazione dei tassi Euribor tra il 2005 e il 2008.
Secondo il Tribunale piemontese, solo chi è direttamente coinvolto nella violazione della concorrenza può essere ritenuto responsabile per il risarcimento dei danni, in conformità con la normativa italiana e la direttiva europea. Pertanto, anche se una banca potrebbe essere stata influenzata dall’intesa anticoncorrenziale che ha manipolato l’Euribor, non può essere ritenuta responsabile se non ha partecipato attivamente a tale intesa.
Inoltre, il Tribunale di Torino ha osservato che la validità dell’Euribor come indice di mercato non viene automaticamente messa in discussione dalla presenza di manipolazioni, a meno che non sia dimostrata l’adesione dell’istituto bancario a tali pratiche anticoncorrenziali.
Il 21.02.2024 è tornato sul tema il Tribunale di Milano, che con sentenza 2221/2024 ha osservato come l’iter motivazionale seguito dalla Cassazione non avrebbe considerato il caso specifico trattato dalla Commissione, cosicché l’accettazione dell’orientamento della Consulta presenterebbe alcune difficoltà. Secondo il Tribunale di Milano Nonostante la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea riconosca il diritto di azione risarcitoria per coloro che hanno subito danni derivanti dalla manipolazione della concorrenza, compresi coloro che hanno subito conseguenze negative nella rinegoziazione dei loro contratti, l’azione risarcitoria dovrebbe essere circoscritta alle sole imprese coinvolte nel cartello.
Altre corti territoriali, come la Corte d’Appello di Cagliari, hanno invece applicato i principi espressi dalla Cassazione ordinando il ricalcolo al tasso legale delle rate riferite a mutui indicizzati Euribor stipulati tra il settembre 2005 e il maggio 2008.
Quali sono le possibilità di rimborso?
Al momento le pronunce giurisprudenziali non appaiono omogenee: qualora questo disallineamento dovesse proseguire, non si può escludere un futuro intervento in argomento delle Sezioni Unite della Cassazione.
Al marzo del 2024, chi ha sottoscritto un contratto indicizzato al tasso Euribor tra il settembre 2005 e il maggio 2008 potrà senz’altro richiedere tramite reclamo un ricalcolo al tasso legale delle rate, anche ai fini dell’interruzione della prescrizione
Tuttavia, l’assunzione di ulteriori iniziative di tipo stragiudiziale o giudiziale non pare avere al momento un esito scontato. E’ consigliabile quindi valutarne attentamente costi e benefici, prendendo in considerazione, in alcuni casi, la possibilità di attendere fino al formarsi di orientamenti giurisprudenziali più solidi e uniformi.
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