Cos’è l’intermediazione finanziaria?

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In questo articolo proveremo a fornire una definizione di intermediazione finanziaria per poi concentrarci sui casi in cui è utile avvalersi di un intermediario finanziario.

Intermediazione finanziaria: definizione

L’intermediazione finanziaria può essere definita come l’attività di collegamento tra i risparmiatori e le imprese operata da alcuni enti qualificati che, raccogliendo denaro dai soggetti con disponibilità di risparmio, lo convogliano verso soggetti che hanno necessità di utilizzarlo per investimenti. Così facendo, gli intermediari favoriscono l’impiego del risparmio in investimenti produttivi, trasferendo risorse da chi si trova nella posizione di surplus finanziario a chi si trova in una situazione di deficit finanziario.

Questo processo è realizzato attraverso una pluralità di attività: dalla raccolta del risparmio delle famiglie, alla concessione del credito alle imprese, all’emissione di moneta elettronica, fino alla collocazione di prodotti finanziari.

Alla base di questo meccanismo c’è la capacità, da parte degli intermediari, di raccogliere e elaborare informazioni di natura economica: sia sull’andamento dell’economia in generale (indicatori macroeconomici), sia di un certo settore produttivo, sia di una determinata impresa. Sulla base di queste informazioni, gli intermediari devono effettuare scelte finanziarie (per esempio di credito, o di investimento) misurandone i rischi correlati, anche costruendo scenari diversi per il futuro.

Da un punto di vista dell’economia generale, maggiore è la capacità degli intermediari, attraverso la loro attività, di convogliare risorse in investimenti produttivi, maggiore sarà la possibilità di crescita per il sistema economico nel suo complesso.

Dalla prospettiva dei risparmiatori e delle imprese, che è quella che più viene in considerazione per questo articolo, serve che gli intermediari raccolgano il risparmio in modo adeguato, anche collocando strumenti finanziari compatibili con le esigenze di ciascuno, per poi erogare credito alle imprese in modo altrettanto opportuno per l’attività e lo sviluppo di queste ultime.

Uno degli aspetti che connota maggiormente l’attività degli intermediari finanziari è l’asimmetria informativa: ad esempio, nell’attività di gestione di portafogli di strumenti finanziari gli intermediari hanno a disposizione informazioni che chi investe non può avere. Allo stesso modo, gli intermediari finanziari hanno una capacità di analisi delle stesse informazioni che è fuori dalla portata dei risparmiatori ordinari.

E’ proprio l’attività di gestione dei portafogli quella cui ci si riferisce più comunemente quando, si pensa in modo non tecnico all’intermediazione finanziaria. In realtà, gli intermediari finanziari sono definiti dal Testo Unico Bancario come soggetti, diversi dalle banche, ai quali l’ordinamento consente di erogare credito in via professionale nei confronti del pubblico. Si tratta di soggetti la cui disciplina non è armonizzata a livello europeo e quindi, con l’eccezione dei soggetti controllati da banche comunitarie, non è consentito il mutuo riconoscimento nell’ambito dell’Unione.

Quando invece la stessa attività di erogazione del credito è svolta da una banca, l’intermediazione viene definita bancaria, anziché finanziaria.

Più in particolare, l’ordinamento prevede che gli intermediari finanziari possano occuparsi delle seguenti attività:

  • locazione finanziaria;
  • acquisto di crediti a titolo oneroso;
  • credito ai consumatori;
  • credito ipotecario;
  • prestito su pegno;
  • rilascio di fideiussioni, avallo, apertura di credito documentaria, accettazione, girata, impegno a concedere credito;
  • prestazione di servizi di pagamento, quindi iscritti nell’ulteriore relativo albo degli Istituti di Pagamento;
  • emissione di moneta elettronica, dunque iscritti nell’ ulteriore albo degli Istituti di Moneta Elettronica;
  • prestazione di servizi d’investimento, nei casi e alle condizioni previste dalla Banca d’Italia.

In quali casi è utile un intermediario

Molti si chiedono quando sia necessario rivolgersi a un intermediario finanziario. L’interrogativo nasce da convinzioni tanto diffuse quanto imprecise.

Un primo errore comune è credere che gli intermediari si occupino principalmente di investimenti, e che solo in alcuni casi possano rappresentare un valido aiuto per investitori e risparmiatori. Una seconda credenza, anch’essa erronea, identifica gli intermediari finanziari come soggetti che fungono da tramite tra risparmiatori e istituti di credito, alla stregua di promotori finanziari o agenti assicurativi.

Non è così. In realtà, ciascuno di noi utilizza prodotti e servizi di intermediari finanziari quasi quotidianamente, spesso senza esserne consapevole. Il credito al consumo è spesso erogato da intermediari non bancari, così come possono essere resi da intermediari finanziari i servizi di pagamento elettronico, disponibili anche come applicazioni sul telefono cellulare per consentire il pagamento negli esercizi commerciali o lo scambio di denaro tra parenti e amici. Anche la riscossione dei crediti ceduti può essere esercitata da intermediari finanziari.

Non occorre quindi avere la necessità di effettuare un investimento importante per sviluppare relazioni contrattuali con intermediari finanziari. Quando questa necessità si presenta, è possibile certamente rivolgersi a intermediari finanziari, allo stesso modo con cui ci si rivolte a intermediari bancari. In entrambi i casi, per i soggetti con sede nel territorio nazionale opererà la vigilanza degli organismi preposti.

Può accadere che gli intermediari bancari collochino sul mercato servizi di operatori finanziari, dal momento che questi ultimi dispongono generalmente di relazioni durature con i loro clienti. In ogni caso, sarà utile esaminare con attenzione le soluzioni proposte sia da un punto di vista economico, sia da una prospettiva più giuridica, esercitando i diritti che l’ordinamento prevede fin dalla fase precontrattuale.

Se desideri saperne di più, contattami per una consulenza legale in materia finanziaria.

DISCLAIMER: Questo articolo è un tentativo di rendere più fruibili nozioni giuridiche anche intricate. Nasce dalla necessità di limitare il legalese e il latinorum, senza offrire soluzioni semplici (e sbagliate) per questioni complesse. Questo articolo non ha valenza scientifica o accademica, e non è una consulenza legale: per ogni dubbio o informazione, consultate un avvocato!