Prestiti a tasso zero: cosa conviene sapere

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L’illusione del prestito a tasso zero

I prestiti a tasso zero spesso attirano l’attenzione dei consumatori, ma è importante comprendere che non esistono pasti gratis, come sostengono molti economisti. In altre parole, se il costo del servizio non viene sopportato dal cliente finale, sarà comunque pagato da qualcun altro. I prestiti, quindi non possono essere completamente gratuiti.

Il ruolo degli esercizi commerciali

Spesso, un esercizio commerciale come un mobilificio o una catena di negozi di elettronica ha interesse a promuovere la vendita di alcuni prodotti. Per questo, si accorda con una banca o una finanziaria per presentare al pubblico questi prodotti come finanziabili a tasso zero.

In tali accordi, il costo dell’iniziativa può essere sostenuto dallo stesso esercizio commerciale che la promuove, nel senso che la banca o la finanziaria addebita all’esercente il costo del finanziamento.

Può anche accadere che lo stesso costo sia detratto dalle provvigioni dovute dalla banca all’esercizio commerciale per la collocazione di altri prodotti finanziari. Solitamente, infatti, le banche pagano gli esercizi commerciali per la vendita dei finanziamenti.

La legittimità dei prestiti a tasso zero

La normativa vigente non vieta l’offerta di prestiti a tasso zero. La gran parte delle campagne pubblicitarie in tal senso è quindi legittima e predisposta da intermediari finanziari spesso appartenenti a grandi gruppi.

Tuttavia, è essenziale verificare il rispetto delle regole di trasparenza e correttezza nella comunicazione sia da parte dell’esercizio commerciale sia da parte della banca o della finanziaria.

Un aspetto da controllare è se il tasso zero si riferisce al TAN (Tasso Annuo Nominale) o al TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). Nel primo caso, possono comunque essere previsti costi aggiuntivi per il finanziamento, come le spese di istruttoria.

Quando il prestito a tasso zero può non essere conveniente

In generale, un prestito a tasso zero potrebbe non essere un buon affare se, per il prodotto o per prodotti correlati come le assicurazioni, si spende più di quanto si risparmia sui tassi di interesse. È quindi fondamentale fare un’analisi attenta dei costi complessivi prima di decidere di richiedere un prestito di questo tipo.

Il TAEG e la convenienza del prestito

Come regola generale, il TAEG è conveniente quando è basso. Tuttavia, esistono molte categorie di prestiti, e sarebbe opportuno comparare i costi e il TAEG all’interno di ciascuna categoria.

Ad esempio, un prestito personale è spesso più costoso di un prestito con prelievo sullo stipendio, ma meno costoso rispetto a una carta revolving.

Bisogna evitare di fare confronti impropri tra diverse tipologie di prestito, proprio come nei problemi di matematica elementare si evita di sommare mele e pere.

L’impatto dei tassi di politica monetaria

A luglio 2024 i tassi di politica monetaria sono ancora alti, ma la loro incidenza sull’offerta commerciale dei prodotti di credito al consumo non è sempre preponderante.

Di solito, chi richiede un prestito lo fa per necessità o per soddisfare un’esigenza di consumo, senza considerare l’andamento ciclico dei tassi di interesse.

Se vuoi leggere un articolo in cui ho detto la mia sui prestiti a tasso zero, questo è il link

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DISCLAIMER: Questo articolo è un tentativo di rendere più fruibili nozioni giuridiche anche intricate. Nasce dalla necessità di limitare il legalese e il latinorum, senza offrire soluzioni semplici (e sbagliate) per questioni complesse. Questo articolo non ha valenza scientifica o accademica, e non è una consulenza legale: per ogni dubbio o informazione, consultate un avvocato!