Dopo aver analizzato nel dettaglio i finanziamenti auto con patto di riacquisto e le criticità emerse dalle indagini dell’Antitrust, un nuovo fenomeno merita attenzione: la modalità con cui alcuni concessionari propongono la sottoscrizione dei contratti di finanziamento, anche senza che l’acquirente sia fisicamente presente e senza consegnare la documentazione precontrattuale obbligatoria per legge.
Si tratta di una prassi che sta coinvolgendo un numero crescente di consumatori, soprattutto nel Nord-Ovest, e che solleva interrogativi importanti sulla validità stessa dei contratti sottoscritti.
La realtà della sottoscrizione “a distanza” dei finanziamenti auto
Il percorso che porta alla sottoscrizione irregolare di questi finanziamenti auto irregolari segue spesso un copione simile:
- la trattativa in concessionaria: Il cliente sceglie l’auto. Il venditore, per illustrare il piano finanziario, prende un foglio di carta – a volte senza alcuna intestazione – e scrive a penna l’importo di un anticipo e di una rata mensile. Le informazioni sono parziali: non si parla di TAEG, di costi accessori, di durata complessiva o di eventuali maxi-rate. A volte si accenna a un futuro valore di riacquisto garantito del veicolo, un valore che poi, alla prova dei fatti, non sempre si rivelerà corretto;
- la raccolta documenti a Ddstanza: Il cliente torna a casa. Nei giorni successivi, il venditore lo contatta via WhatsApp o email chiedendo di inviare i documenti necessari: carta d’identità, busta paga, codice fiscale e IBAN;
- il momento del codice OTP: A un certo punto, il venditore comunica che “la pratica è pronta per essere inoltrata” e che il cliente riceverà un codice di sicurezza (OTP – One Time Password) sul cellulare. Il cliente legge il codice e lo comunica al venditore.
In quel preciso istante, senza saperlo, ha appena apposto una o più firme elettroniche su un contratto di finanziamento che non ha mai letto e su documenti accessori di cui ignora l’esistenza.
Il grande assente: il modulo SECCI e l’informativa precontrattuale
La normativa (Testo Unico Bancario e Codice del Consumo) è estremamente chiara: prima di vincolarsi a un contratto di credito al consumo, il consumatore ha il diritto e il dovere di ricevere le “Informazioni europee di base sul credito ai consumatori”, note come modulo SECCI.
Questo documento standardizzato è fondamentale perché riassume in modo trasparente tutte le condizioni economiche:
- L’importo totale del credito e l’importo totale dovuto;
- il TAN (Tasso Annuo Nominale) e, soprattutto, il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che include tutti i costi del finanziamento;
- il numero, l’importo e la scadenza delle rate (specificando se la rata aumenta nel tempo);
- la presenza e il costo di eventuali polizze assicurative o servizi non richiesti ma “inclusi”;
- le condizioni per l’estinzione anticipata.
Nelle pratiche che sto esaminando, questo documento non viene mai consegnato prima della firma. Il consumatore firma “al buio”, basandosi sulle poche informazioni scritte a penna su un foglio bianco.
Il caso delle firme digitali in pochi secondi
Analizzando i documenti tecnici forniti dai certificatori di firma digitale in alcuni contenziosi, emergono situazioni difficilmente spiegabili dal punto di vista logico e materiale.
In molti dei casi che ho seguito, risulta che siano state apposte numerose firme digitali nell’arco di soli due o tre secondi, anche su contratti differenti (richiesta di attivazione della firma digitale e contratto di finanziamento).
Per comprendere l’assurdità di questa tempistica: in due secondi una persona non ha materialmente il tempo di aprire documenti PDF diversi, leggerli, comprenderli, e confermare consapevolmente ciascuna firma mediante codice OTP, considerando che ogni codice deve essere ricevuto, letto, e inserito nella procedura di firma.
Questa dinamica solleva dubbi evidenti sulla genuinità della sottoscrizione e sul controllo esclusivo del firmatario, requisiti indispensabili previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale e dal Regolamento europeo eIDAS per considerare valida una firma elettronica avanzata.
Ma c’è di più: in diversi casi, al momento della presunta firma digitale, il cliente non si trovava fisicamente presso la concessionaria. Alcuni consumatori hanno la possibilità di dimostrare, tramite messaggi, email o testimonianze, di essere altrove nel momento in cui risultano apposte le firme.
Le attestazioni non veritiere e la richiesta postuma di documenti
La procedura di firma digitale spesso prevede che un operatore certifichi di aver verificato l’identità del sottoscrittore mediante visione diretta del documento d’identità originale e in presenza fisica del richiedente. Questa certificazione viene rilasciata formalmente nella modulistica di attivazione del servizio di firma.
Tuttavia, quando i documenti d’identità vengono richiesti e inviati via WhatsApp o email prima della firma, e quando il cliente non è presente fisicamente, tale attestazione non può corrispondere al vero.
In alcuni casi, settimane o mesi dopo la sottoscrizione del contratto, il venditore contatta nuovamente il cliente chiedendo di ottenere dal cliente ulteriori copie di documenti che avrebbero già dovuti essere in possesso della finanziaria al momento della sottoscrizione del finanziamento. Questa richiesta successiva potrebbe contribuire a dimostrare che al momento della firma non era disponibile una copia idonea del documento, elemento incompatibile con la procedura di identificazione certificata.
Rate crescenti e promesse di riacquisto a volte non mantenute
Un altro aspetto critico che emerge all’atto pratico riguarda l’evoluzione dell’importo delle rate nel tempo. Molti finanziamenti auto prevedono una rata mensile contenuta per i primi 24-36 mesi, seguita da un aumento significativo per il periodo successivo, fino alla scadenza del contratto.
Questo meccanismo diventa problematico quando il cliente non ne viene informato in fase precontrattuale. L’acquirente scopre l’incremento solo quando la prima rata maggiorata viene addebitata sul conto corrente, trovandosi impreparato di fronte a un impegno economico molto più gravoso.
Inoltre, i contratti con formula di riacquisto prevedono che alla scadenza il concessionario ritiri il veicolo usato a un valore prestabilito, permettendo al cliente di sostituirlo con uno nuovo. Nei fogli di carta compilati a mano durante le trattative, vengono qualche volta indicati valori di permuta futuri particolarmente vantaggiosi.
Quando però giunge il momento di esercitare questa opzione, il concessionario propone talvolta valutazioni inferiori rispetto a quanto prospettato inizialmente, proponendo al cliente a versare somme aggiuntive o a saldare la maxi-rata finale per tenere l’auto, con costi complessivi che superano di gran lunga quelli attesi.
Cosa fare se hai sottoscritto un finanziamento auto in queste modalità
Se riconosci in questa descrizione le modalità con cui hai sottoscritto il tuo finanziamento auto, è importante verificare immediatamente la regolarità del contratto.
Gli elementi da controllare sono:
- La documentazione precontrattuale: ti è stato consegnato il modulo SECCI prima della firma? Hai avuto modo di leggerlo e comprenderlo?
- Le modalità di sottoscrizione: eri fisicamente presente quando hai firmato o hai fornito codici OTP per telefono?
- La trasparenza sui costi: eri consapevole dell’importo totale da restituire, dell’evoluzione delle rate nel tempo, della presenza di assicurazioni e servizi accessori?
- La procedura di identificazione: ti sono stati richiesti i documenti d’identità dopo la firma?
La presenza di anomalie in uno o più di questi aspetti può compromettere la validità del contratto e aprire spazi per contestazioni fondate su basi giuridiche solide.
Le irregolarità nella procedura di firma digitale, la violazione degli obblighi di informazione precontrattuale, e la mancata presenza fisica del sottoscrittore potrebbero configurare ipotesi di irregolarità.
Richiedi una verifica del tuo contratto di finanziamento auto
I finanziamenti auto irregolari rappresentano un fenomeno in crescita che ha coinvolto numerosi consumatori, spesso ignari delle criticità nascoste nei contratti che li riguardano.
Se hai acquistato un’auto con finanziamento negli ultimi anni e riconosci una o più delle situazioni descritte in questo articolo, non aspettare che la situazione si aggravi. Le rate che aumentano improvvisamente, i costi di estinzione sproporzionati, la mancata consegna della documentazione precontrattuale sono tutti segnali che meritano un approfondimento immediato.
Contattami per una consulenza legale personalizzata: analizzeremo insieme il tuo contratto di finanziamento auto per verificare la presenza di eventuali irregolarità nella procedura di sottoscrizione, nella documentazione fornita e nei costi applicati. Valuteremo quali strumenti di tutela puoi attivare per far valere i tuoi diritti.



