In questo articolo proveremo a capire meglio cosa significa fare una rinuncia alla successione ereditaria e come si procede per farla
Cosa significa fare una rinuncia
La rinuncia all’eredità è l’atto formale con cui il chiamato dichiara di non accettare l’eredità e, di conseguenza, stabilisce di non subentrare nella posizione giuridica della persona deceduta.
La successione per causa di morte, più in generale, è infatti il subentro, da parte di uno o più soggetti in vita, nelle posizioni giuridiche attive e passive di un altro soggetto, ormai deceduto. Per approfondire il tema della successione, può essere utile leggere il nostro articolo sull’argomento.
Quando si è chiamati all’eredità, la prima cosa da fare è stabilire se la si vuole accettare oppure se si intende rinunciare: nella maggior pare dei casi, si decide di rinunciare quando l’eredità è gravata da debiti che rendono l’accettazione non conveniente. In questo caso, rinunciano generalmente all’eredità anche i discendenti del rinunciante, con lo scopo di evitare di diventare eredi dell’eredità già rinunciata dall’ascendente.
Si può decidere di rinunciare all’eredità anche per altre ragioni: ad esempio, si può scegliere di favorire gli altri coeredi con un unico passaggio di proprietà. E’ il caso del genitore che, alla morte del coniuge, decida di rinunciare all’eredità in favore dei figli, realizzando così un unico passaggio di proprietà.
E’ fondamentale chiarire cosa succede quando un chiamato all’eredità rinuncia. Se il deceduto ha previsto questa eventualità nelle proprie disposizioni testamentarie, Il rinunciante viene sostituito da un altro chiamato. Se invece il defunto non ha espresso le proprie volontà sul punto oppure non ha fatto testamento, opera il meccanismo legale della rappresentazione, in base al quale al posto del rinunciante subentrano i suoi discendenti, a condizione che chi rinuncia sia figlio, o fratello, o sorella, della persona deceduta.
Quando chi rinuncia non ha discendenti, o quando anche questi intendono rinunciare, trova applicazione il principio dell’accrescimento: le quote degli eventuali altri coeredi si accrescono in misura proporzionale. Per trovare applicazione, l’utilizzabilità del meccanismo dell’accrescimento non deve essere stata esclusa dal defunto nel proprio testamento.
Quando neppure con l’accrescimento è possibile assegnare la quota ereditaria rinunciata, saranno chiamati all’eredità i parenti di grado più lontano secondo le regole stabilite dal codice civile per regolare la successione legittima, cioè quella in cui non è presente un testamento. Se neppure così si trovano successibili, l’eredità sarà devoluta allo Stato.
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Come fare una rinuncia in caso di successione ereditaria
Dopo avere deciso di procedere con la rinuncia all’eredità, bisogna seguire le formalità necessarie per assicurarsi che la stessa rinuncia sia ritenuta valida ed efficace.
La rinuncia all’eredità deve essere piena e assoluta: non sono infatti considerate valide le rinunce parziali, sottoposte a condizioni, o a termine. Non sarà ammesso, per esempio, rinunciare all’eredità a condizione che facciano altrettanto gli altri chiamati.
La stessa rinuncia è revocabile solo a determinate condizioni: entro dieci anni dalla morte del defunto e a patto che non sia stata nel frattempo accettata da un altro chiamato. La medesima rinuncia, inoltre, può essere oggetto di impugnazione, da parte dei creditori o dello stesso soggetto che ha rinunciato, nei casi di violenza o dolo, entro cinque anni dalla cessazione della violenza o dalla scoperta del raggiro.
Esiste quindi la possibilità che, una volta assunta la scelta della rinuncia, non sia poi possibile cambiare idea. Per tale ragione, è importante effettuare le proprie valutazioni in modo approfondito prima di giungere alla scelta definitiva.
La rinuncia all’eredità deve essere formalizzata in una dichiarazione, che può essere ricevuta o da un notaio o, in alternativa, dalla cancelleria del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione. Servirà presentare una serie di documenti:
- carta d’identità e codice fiscale di chi intende effettuare la rinuncia;
- codice fiscale del defunto;
- certificato di morte della persona deceduta;
- copia conforme dell’autorizzazione del giudice tutelare nel caso i rinuncianti siano minori, tutelati o beneficiari di amministrazione di sostegno;
- copia conforme del testamento, se esistente.
E’ richiesta la presenza, al momento della dichiarazione, dei rinuncianti o, in caso chi intende rinunciare sia minorenne, di entrambi i genitori. Il notaio o il cancelliere hanno il compito di inserire la rinuncia nel registro delle successioni.
Per quanto concerne i costi, nel caso si scelga di rivolgersi alla cancelleria del tribunale, chi rinuncia dovrà sostenere il solo costo delle marche da bollo, attualmente pari a sedici euro, e dell’imposta di registrazione, che al momento ammonta a duecento euro.
Viceversa, se si sceglie di rivolgersi a un notaio, bisognerà corrispondere anche l’onorario del professionista, che può variare a seconda dei casi: può essere utile, in questo caso, richiedere un preventivo prima di effettuare la propria scelta.
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