Risk management e credito bancario

Tabella dei contenuti

In questo articolo ci occuperemo della correlazione tra risk management ed erogazione del credito bancario, cercando prima di comprendere cosa si intende per risk management e occupandoci poi, in concreto, del ruolo della valutazione del rischio nell’erogazione del credito bancario.

Cosa s’intende per Risk Management?

Per risk management si intende la gestione del rischio. Ogni persona, professionista o azienda ha necessità di gestire i rischi finanziari correlati proprie decisioni personali o lavorative.

Qui ci concentriamo sulla gestione del rischio operato da banche e finanziarie nell’erogazione del credito: in altre parole, ci interessa il credit risk management o, in italiano, la gestione del rischio di credito. Il credit risk management, infatti, influenza direttamente i criteri con cui un istituto di credito decide di accettare o rifiutare le richieste di finanziamento di privati e aziende.

Il rischio di credito è, semplicemente, la possibilità che il denaro prestato non venga restituito da chi lo ha ricevuto.

Il principio generale è che la decisione di erogare il credito viene assunta sulla base della capacità del soggetto finanziato di ripagare capitale e interessi: per questo, le banche si attrezzano per comprendere al meglio le condizioni finanziarie di chi richiede un finanziamento, misurando il rischio che il soggetto finanziato non sia in grado di pagare il debito.

Chi presta denaro gestisce il rischio di credito in vari modi e con diverse iniziative, alcune autonome, altre assunte per adeguarsi ai requisiti richiesti dalla normativa. In ogni caso, le attività di gestione del rischio di credito possono generalmente essere suddivise in due grandi categorie: la quantificazione e la mitigazione.

  1. La quantificazione del rischio è operata dalla banca con riguardo a ogni richiesta di credito attraverso i propri criteri di valutazione. Nel credito ai privati, la banca valuta la situazione finanziaria del cliente: reddito, consultazione delle banche dati creditizie, patrimonio, possibilità di ottenere garanzie, sia personali sia su beni. Nel credito alle imprese, la valutazione si estende anche al settore, all’area territoriale, agli amministratori, ai bilanci. Al termine della valutazione, ai clienti verrà attribuito un giudizio finale di credito (credit rate o credit score), spesso espresso in lettere e numeri (per esempio AAA, BB+, etc.), in grado di riassumere il rischio di default correlato all’operazione creditizia.
  2. La mitigazione del rischio riguarda invece gli interventi, da parte del finanziatore, sulla struttura del credito, sulla analisi della sensibilità e sulla gestione del portafoglio.
  3. Le iniziative sulla struttura del credito riguardano le modifiche che la banca propone al cliente nel corso dell’esame della richiesta di finanziamento: per esempio, la banca può richiedere la garanzia di un altro soggetto, o può limitare l’importo del credito erogabile per il rispetto di propri parametri di credito. Si pensi ai mutui limitati al 70%, o al 90% del valore dell’immobile.
  4. Gli interventi sull’analisi di sensitività riguardano la valutazione degli effetti sul rischio del credito di una possibile modifica di alcune variabili della richiesta di finanziamento: per esempio, si valuta la capacità del finanziato di ripagare il debito nel caso si modifichi la lunghezza del piano di ammortamento da 15 a 10 anni.
  5. Le attività sulla gestione del portafoglio riguardano le decisioni assunte dalla banca in merito alla misura dedicata a una forma di finanziamento sul totale del credito erogato, o alla disponibilità a erogare credito per soggetti finanziati con determinate caratteristiche.

Correlazione tra risk management ed erogazione del credito bancario

Le decisioni di credit risk management determinano la possibilità o meno, per privati e aziende, di accedere al credito.

Per chi richiede un finanziamento non è evidentemente possibile intervenire sulle politiche di gestione del portafoglio creditizio di una banca. In ogni caso, la conoscenza dei principi e dei meccanismi di gestione del rischio creditizio possono aiutare a presentare richieste di finanziamento che abbiano maggiori possibilità di accoglimento.

Per prima cosa è utile sapere che in banca esistono persone e uffici con diversi ruoli e incentivi differenti: la decisione della banca è quindi la sintesi delle diverse esigenze rappresentate al suo interno.

Generalmente, la persona che si occupa di raccogliere la richiesta di credito, (poco cambia se mutuo, finanziamento, fido o altro prodotto finanziario) non si occupa di credit risk management e non può decidere se concedere o meno il credito. Sono finiti i tempi in cui il direttore di filiale autorizzava mutui e concedeva fidi! Chi decide è in un altro ufficio o, probabilmente, in un’altra città e non entra in contatto con il cliente.

Il personale presente in filiale, o in generale chi anche a distanza raccoglie la richiesta di credito, appartiene alla rete commerciale ed è spesso incentivato a favorire la concessione del credito stesso. Questo perché la banca ha tutto l’interesse a erogare il maggior numero possibile di prodotti finanziari, nel rispetto dei criteri di gestione del rischio.

Dato che le aziende sono fatte da persone, per aumentare le possibilità di concessione del credito è utile rivolgersi a un commerciale che sia preparato e motivato. Preparato perché il modo con cui si presenta la richiesta di finanziamento può influire sull’esito. Motivato perché talvolta la decisione di credito avviene a seguito di un confronto tra le varie funzioni della banca, in particolare tra la rete commerciale e chi si occupa di credit risk management: la motivazione è indispensabile per convincere anche gli altri delle proprie ragioni.

Non bisogna dimenticare che, prima ancora dell’individuazione di una persona di riferimento, anche la scelta dei prodotti offerti dalla banca o dall’operatore finanziario è fondamentale. Se l’offerta di credito non è compatibile con la necessità del cliente, o se i parametri di credit risk management stabiliti dalla banca non rispecchiano la situazione del richiedente, è meglio cercare altrove che continuare a chiedere qualcosa che, in quel momento, non si può ottenere.

E’ quindi utile, prima di presentare la domanda di credito, conoscere le caratteristiche del prodotto finanziario richiesto, e confrontarsi anche con la rete commerciale per predisporre una richiesta di finanziamento che rispetti i criteri individuati dai gestori del rischio e abbia, di conseguenza, buone probabilità di essere accolta.

Per esempio, l’importo del mutuo rispetto al prezzo dell’immobile (loan to value) rispetta i parametri ricercati dalla banca? Il rapporto tra il totale delle rate sostenute e il reddito percepito è quello richiesto? Come risulta sulle banche dati la storia creditizia degli amministratori dell’impresa?

Giunti alla fase di esame della richiesta credito da parte del credit risk management, può essere decisivo essere disponibili a modificare, almeno in parte, le caratteristiche del prodotto richiesto: una modifica della durata del piano di ammortamento, per esempio, può rendere più sostenibile la rata mensile.

Perfino una domanda di credito non accolta può essere l’occasione per costruire con successo la successiva richiesta di finanziamento. Su richiesta del cliente, infatti, la banca è tenuta a indicare le ragioni della mancata erogazione del credito: informarsi può essere il primo passo verso un esito diverso.

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DISCLAIMER: Questo articolo è un tentativo di rendere più fruibili nozioni giuridiche anche intricate. Nasce dalla necessità di limitare il legalese e il latinorum, senza offrire soluzioni semplici (e sbagliate) per questioni complesse. Questo articolo non ha valenza scientifica o accademica, e non è una consulenza legale: per ogni dubbio o informazione, consultate un avvocato!