Addebiti illegittimi su conto corrente: cosa fare?

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In questo articolo cercheremo di comprendere quando possiamo definire illegittimo un addebito su conto corrente, concentrandoci successivamente su cosa fare nel caso si verifichi il problema.

Quando possiamo definire illegittimo un addebito su conto corrente

Un addebito su conto corrente può essere definito illegittimo se non è dovuto.

Tra gli addebiti illegittimi possiamo identificare due grandi categorie: la prima sono i prelievi a favore della banca ritenuti contrari agli accordi contrattuali o alla normativa vigente, la seconda sono gli addebiti, a favore di soggetti terzi, non autorizzati dal titolare del conto corrente, o effettuati in frode al cliente stesso.

Per quanto riguarda la prima categoria, cioè i prelievi illegittimi a vantaggio della banca, si possono distinguere due diversi scenari.

Un primo scenario riguarda l’addebito di interessi non dovuti per applicazione di interessi su interessi, ovvero per il verificarsi di anatocismo. L’anatocismo è definito come la creazione di nuovi interessi da parte di vecchi interessi scaduti e non pagati su un debito pecuniario preesistente. Può essere utile leggere il nostro articolo su cosa si intende per anatocismo e cosa fase se ci riguarda;

Un secondo scenario riguarda l’addebito di canoni o spese per i contratti in essere con la banca. Per esempio, può accadere che la banca, da un certo momento, inizi ad addebitare somme per alcuni servizi prima gratuiti o meno costosi. Può trattarsi di canoni per il contratto di conto corrente, per la carta di credito, per un finanziamento o per un altro rapporto. In tal caso occorrerà verificare se sussistono le condizioni previste dalla legge perché l’istituto di credito possa modificare unilateralmente le condizioni contrattuali in senso sfavorevole al cliente (cosiddetto ius variandi).

In linea generale, in questo scenario bisognerà ulteriormente distinguere tra contratti a tempo indeterminato e contratti a tempo determinato.

Per i contratti a tempo indeterminato, la facoltà di modifica è prevista in presenza di un giustificato motivo, purché la facoltà stessa sia prevista in contratto e il cliente abbia specificamente approvato la relativa clausola.

Per i contratti a tempo determinato, la facoltà di modifica unilaterale può essere convenuta esclusivamente per le clausole non aventi ad oggetto i tassi di interesse, sempre che sussista un giustificato motivo.

Per i contratti di durata conclusi con clienti diversi dai consumatori e dalle micro-imprese, infine, è possibile in alcune situazioni anche la modifica dei tassi di interesse.

Per quanto riguarda la seconda grande categoria degli addebiti a favore di soggetti terzi, bisognerà invece distinguere tra gli addebiti non autorizzati dal titolare del conto corrente e quelli effettuati in frode al cliente.

Gli addebiti non autorizzati dal titolare del conto corrente riguardano generalmente l’effettuazione di pagamenti periodici, in via automatica, a beneficio di società che somministrano acqua, luce, gas, servizi di telefonia e di accesso a internet, televisioni a pagamento o qualsiasi altro genere di servizi anche in rete. In questi casi sarà necessario in prima battuta contattare direttamente l’istituto di credito per segnalare l’anomalia e richiedere lo storno dell’operazione contestata. Un’alternativa può essere costituita dall’accesso diretto alla piattaforma on line della propria banca, sempre che questa modalità contempli la possibilità di domandare lo storno e di impedire, in futuro, ulteriori addebiti in favore dello stesso soggetto. Gli addebiti effettuati in frode al cliente sono invece prelievi di denaro effettuati da malviventi, spesso esperti in ambito informatico e truffe a distanza, i quali riescono a eludere le misure di sicurezza adottate dalla banca e a impossessarsi di importi di denaro dei clienti. Talvolta i criminali riescono a prelevare il denaro direttamente dal conto corrente delle vittime, altre volte utilizzano le carte di credito o debito di titolarità dei correntisti.

Cosa fare nel caso di addebiti illegittimi su conto corrente

Quando si dubita che un addebito sul conto corrente sia illegittimo, la prima cosa da fare è capire di che tipo di prelievo si tratta: se a favore della banca, per esempio per anatocismo o aumento del costo di un servizio, oppure a favore di un terzo, quindi pagamento non autorizzato o frode.

Avere a disposizione la documentazione relativa all’accaduto è quindi indispensabile: l’estratto conto, i movimenti della carta di credito o le comunicazioni di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali possono rappresentare, a seconda dei casi, un ottimo punto di partenza.

In alcuni casi, come per esempio il pagamento periodico non autorizzato a favore di una società che fornisca energia elettrica o gas, il più delle volte il contatto diretto e tempestivo con la banca può essere l’occasione per risolvere la situazione.

In altri casi, come la frode informatica, gli addebiti per anatocismo, o la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, è consigliabile rivolgersi a un professionista per avere più possibilità di recuperare le somme prelevate illegittimamente. Se pensi di essere vittima di addebiti illegittimi sul tuo conto corrente, hai bisogno di tutela: contattami per una consulenza.

DISCLAIMER: Questo articolo è un tentativo di rendere più fruibili nozioni giuridiche anche intricate. Nasce dalla necessità di limitare il legalese e il latinorum, senza offrire soluzioni semplici (e sbagliate) per questioni complesse. Questo articolo non ha valenza scientifica o accademica, e non è una consulenza legale: per ogni dubbio o informazione, consultate un avvocato!